Il coronavirus contagia la meccanica: ogni giorno perdiamo 1,7 miliardi di vendite
Tra acciaio e fonderie, dadi e bulloni, valvole e rubinetti, impiantistica e automazione, componentistica, elettronica-elettrotecnica e mezzi di trasporto, solo il 9,5% delle aziende può lavorare, appena il 14,5% dei lavoratori del settore, realtà che comunque riescono ad operare solo a scartamento ridotto. Se le autorizzazioni chieste alle prefetture hanno in parte mitigato il quadro, la portata dello stop resta comunque pesantissima. Per la macro-area che rappresenta l’asse portante dell’economia italiana, in chiave interna e non solo. Dando lavoro a 1,6 milioni di addetti, sviluppando oltre l’8% del Pil, realizzando oltreconfine vendite per 222 miliardi di euro, poco meno della metà dell’export nazionale, oltre il 50% del fatturato del macro-settore.
IL PESO DEL COMPARTO
Gennaio-Dicembre 2019. Valori in miliardi di euro. <br/>Nota: quota meccanica su export Italia : 46,6%; totale export 221,8 mld euro Impasse insostenibile, che le imprese chiedono di modificare nella certezza di poter tenere insieme protezione e produzione, come già chi può operare sta facendo.
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